Comunione dei Padri Evangelici
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Che cos'è la Comunione dei Padri Evangelici (C.P.E.)

I padri ricoprono un ruolo unico nella vita dei bambini e recano benefici insostituibili alla loro esistenza. La mancanza di veri padri provoca conseguenze molto negative per i bambini, e le società che non valorizzano l’ideale culturale della “paternità” danneggiano seriamente se stesse. Perciò, dinanzi ai problemi dei cosiddetti “padri assenti” e della crisi dell’identità maschile e alle loro conseguenze negative sulla società italiana ed europea, e considerando la tendenza della riflessione politica e degli interventi governativi a questo riguardo, la chiesa "Filadelfia" di Novate Milanese e la chiesa "Sola Grazia" di Caltanissetta hanno deciso di lanciare l’iniziativa della Comunione dei Padri Evangelici (CPE), la quale si propone i seguenti scopi fondamentali :

1.  Comprendere la natura della vera mascolinità cristiana in generale e il ruolo di padre in particolare tramite ricerche, studi, pubblicazioni di libri e di un giornale periodico e mediante incontri locali, regionali e nazionali per fornire strumenti e supporti atti a favorire la maturazione in questo senso;

2.  Preparare i conduttori di chiesa e altri potenziali leader mediante i suddetti strumenti e incontri, affinché le chiese evangeliche siano in grado di favorire a livello locale la maturazione rispetto alla vera mascolinità cristiana in generale e al ruolo di padre in particolare;

3.  Estendere le proprie attività e iniziative a tutti i livelli della società: privato e pubblico, comunale, provinciale, regionale e nazionale, al fine di beneficiare con la propria opera uomini e padri che non professano il cristianesimo evangelico; difatti il tema della paternità ha risvolti complessi che toccano il sistema di vita di tutti e nei confronti dei quali si dovrà nutrire consapevolezza e anche capacità propositiva.

Oltre che ad una risposta ai vari problemi morali che riguardano la famiglia, questi obiettivi costituiscono un tentativo volto al recupero e alla trasmissione della visione biblica del ruolo dei capifamiglia. In particolare, tenendo conto dell’influenza della cultura cattolica in Italia, si vuole proporre un modello “protestante” della famiglia e della figura dell’uomo come marito e padre. Diversamente da quanto affermato in un libro del sociologo cattolico Claudio Risé1 pubblicato nel 2003, il protestantesimo non ha ridotto il padre a mero “rifornitore di alimenti”. Quando nell’Europa protestante comandava il pater familias, si manifestò un grandissimo cambiamento nel modo di concepire e di vivere la vita familiare. Nell’Europa del Cinquecento – umanista e rinascimentale – era diffusa una concezione pagana della mascolinità e della femminilità. I principi biblici che avrebbero dovuto definire la famiglia regolandone la vita non erano presi in considerazione ed è solo tramite l’opera dei riformatori che una visione davvero cristiana dei ruoli dell’uomo e della donna e della cura dei figli tornò a caratterizzare la vita di gran parte della popolazione europea. Fu il puritanesimo che, in particolare, fece fiorire in tutta la sua bellezza la vita della famiglia. Orbene, di fronte alla crisi che viviamo al presente, allorché l’Occidente – perla prima volta nella storia – si trova dinanzi al bisogno di dover definire i concetti di “matrimonio” e “famiglia”, riteniamo che la riflessione sulla nostra storia e sulla nostra tradizione serva non solo a rimanere àncorati al pensiero biblico evitando di essere trascinati dietro all’errore, ma anche a stimolarci a rendere una potente testimonianza in un mondo dove moltissime persone soffrono a causa dell’eclissi della famiglia.

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